Smart worker in aumento: la situazione in Italia e i dati dell’Istat

Dalla teoria alla pratica in meno di 3 mesi: l’emergenza Coronavirus ha modificato la modalità lavorativa in Italia, aumentando il numero degli smart worker – o impiegati da remoto – in maniera esponenziale.

Secondo i dati riportati dal Rapporto annuale Istat, rispetto al 2019 la percentuale di chi lavora da casa è passata dal 12,6% al 18,5%, con una crescita importante tra marzo, aprile e maggio.

Ma più che di una situazione momentanea, lo Smart Working dà l’idea di volersi affermare nel tempo come una certezza ormai consolidata sia per le aziende sia, appunto, per i dipendenti.

È chiaro che stiamo assistendo ad un cambio di mentalità difficilmente ipotizzabile ad inizio gennaio quando la modalità agile riguardava un numero ristretto di imprese e ancora in pochi potevano testimoniare i benefici concreti che ne scaturiscono.

Smart worker in aumento in tutto il Paese

Ritornando ai numeri dell’Istat, gli smart worker sono in aumento in tutto in Paese: i 4 milioni attualmente da casa, infatti, potrebbero presto raddoppiare e arrivare alla cifra record di 8,2 milioni. Le più interessate sembra saranno le donne (37,9% contro il 33,4% degli uomini), insieme agli ultracinquantenni (37,6% contro 29,5% dei giovani occupati) e soprattutto ai laureati (64,2%).

A livello regionale, il centro-nord continuerà a portare avanti la crescita: qui il numero degli smart worker aumenterà fino al 37%, quasi il 10% in più rispetto al 28,8% del Mezzogiorno.

Ovviamente il tutto (probabilmente) sarà accompagnato da normative ancora più dettagliate per quel che riguarda il controllo a distanza dei lavorati, la privacy e i vincoli contrattuali.

La situazione nella Pubblica Amministrazione

E nella Pubblica Amministrazione? Come per aziende e imprese, anche in questo caso le statistiche parlano degli smart worker in aumento.

Quanto è diventato obbligatorio a partire da febbraio 2020 con le Direttive per il contenimento dell’emergenza sanitaria, potrebbe rimanere una scelta consapevole in diverse realtà pubbliche.

Come spiegato dalla ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone nell’annuncio dell’emendamento al decreto Rilancio n.34/2020 approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, nella Pubblica Amministrazione lo Smart Working durerà al 50% almeno fino al 31 dicembre 2020, con un’estensione del 60% a partire dal 2021.

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